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La nuova BambuLab H2D

  • Andrea Belotti
  • 7 ott
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 ott



1. Introduzione alla nuova BambuLab H2D e contesto

Nel mondo della stampa 3D la richiesta per macchine in grado di gestire materiali tecnici e multi-colore cresce velocemente. La Bambu Lab H2D Pro si presenta come una soluzione “pro” per chi desidera passare a un livello superiore: equipaggiata con estrusione doppia, gestione avanzata dei materiali, e caratteristiche da “laboratorio” più che da hobbista.  Fin dal primo sguardo si nota come la macchina sia pensata per ambienti dove la versatilità, la qualità e la personalizzazione contano davvero.



Stampante 3D BambuLab H2D


2. Caratteristiche tecniche e punti di forza

Tra le caratteristiche più rilevanti della Bambulab H2D Pro troviamo:

  • Estrusione doppia: permette di combinare due materiali differenti (o due colori) nella stessa stampa, realizzando strutture di supporto dedicate o effetti estetici avanzati.

  • Temperatura dell’ugello fino a 350 °C e camera riscaldata attivamente fino a 65 °C: questo rende la stampante compatibile anche con materiali ad alte prestazioni come PPA-CF, PPS e PPS-CF.

  • Ugello in carburo di tungsteno (HRA 90 vs acciaio indurito HRA 74): maggiore resistenza all’usura, particolarmente importante con filamenti rinforzati o abrasivi.

  • Sistema di filtrazione dell’aria avanzato: prefiltro G3, filtro HEPA H12, filtro a carboni attivi in guscio di cocco — ottimo per ambienti poco ventilati. Ciano Shapes

  • Connettività e sicurezza: connessione Ethernet stabile + Wi-Fi con autenticazione WPA2-Enterprise; utile in ambienti professionali. Queste specifiche la rendono adatta non solo per hobbisti evoluti, ma per studi di produzione, prototipazione o piccoli lotti in cui la qualità, la ripetibilità e la compatibilità con materiali tecnici sono fondamentali.


3. Qualche confronto utile


Tabella confronto modeli di stampanti 3D


3. Considerazioni critiche e per chi è adatta

Naturalmente, una macchina con tali prestazioni ha anche implicazioni da valutare: il prezzo indicato è elevato, il set-up può essere più complesso rispetto a una stampante più semplice, e la manutenzione può richiedere maggiore attenzione (es. gestione ugello in tungsteno, raffreddamento della camera, filamenti tecnici). Inoltre, chi stampa solo occasionalmente o con materiali standard come PLA/PLA+ potrebbe trovare la H2D Pro “over-kill” rispetto alle proprie esigenze.


D’altra parte, se il tuo workflow riguarda prototipi funzionali, pezzi con requisiti meccanici elevati, oppure modelli multicolore/materiale, questa stampante può davvero fare la differenza. In definitiva: – Se cerchi un upgrade significativo e hai budget e spazio adeguati → è una scelta molto valida. – Se sei ancora in fase hobbistica o vuoi una soluzione “plug-and-play” economica → potresti considerare alternative più semplici.


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